Quasi quaranta anni fa, a Malè il ridente capoluogo della Val di Sole in Trentino, nei fondi e nelle cantine di casa Binelli fu aperta una bottega di cose antiche. Le dava vita Anna Giacomini, storica dell’arte, insieme a Dario Binelli appassionato collezionista. L’ambiente suggestivo, costituito da un susseguirsi di spazi dai caratteristici soffitti a volta, si presentava come un contenitore invitante ed appropriato ai manufatti che un’antica cultura del legno aveva prodotto nei secoli passati. Fu così che rustici comò, sedie intagliate, armadi dipinti, vennero esposti e consegnati ad una fruizione colta e raffinata.

L’arte povera delle valli di Sole di Pejo e di Rabbi, sconosciuta in quegli anni al mercato antiquario, divenne materia di una ricerca capillare, nella quale anche gli oggetti d’uso più semplici furono valorizzati ed apprezzati per il loro disegno o per l’originale pregio tradizionale ed etnico.
         
             
  Si ricostruì così un mondo perduto, nel quale i lunghi inverni avevano insegnato ai valligiani come rendere piacevoli alla vista arredi ed attrezzi lavorati nel legno nel rame e nel ferro, perpetuando tecnologie antichissime e forme di remota origine. Riscoperti e restaurati entravano a far parte di interni allestiti con un occhio rivolto alla storia ed uno alla funzionalità, per dare vita a spazi abitativi nei quali il calore ed il profumo dei “masi” si riproponesse autenticamente vero anche per l’uomo contemporaneo.
Attualmente Dario Binelli prosegue quella ricerca arricchendola con vere ricostruzioni di interi ambienti. Così, dai soffitti alle boiseries, prendono nuovamente forma anche nelle case di oggi, le caratteristiche “stubi”, stanze dove tutta la famiglia lavorava e viveva intorno alle policrome stufe di maiolica.
Accanto ai vecchi mobili della tradizione popolare trentina, la Bifora offre pezzi autentici in legni pregiati costruiti da mani antiche per le nobili dimore locali ed una varia selezione di oggetti decorativi, originali ed insoliti, per una clientela che cerca nell’antiquariato anche la suggestione del desueto e del curioso.